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18 mag 2016

Girosardegna 2016 il ritorno

L'ultima partecipazione era datata 2009, la quinta di fila, poi una normale voglia di cambiamento, la ricerca di nuove sfide e motivazioni mi ha portato a partecipare ad altri eventi.
Il giro di Sardegna resta una di quelle esperienze che si potranno raccontare ad oltranza indipendentemente dai risultati conseguiti in gara.
Location Budoni, inedita per me anche se alcune strade fatte in gara le avevo già percorse nel giro di Orosei.
La macchina organizzativa rispetto alla mia prima esperienza è cresciuta molto, non trovo intoppi, nonostante la nostra insistenza a creare confusione.
Scelgo il percorso lungo per tornare alla grande, con me ci sono Jack con cui condivido la nave, Filo e Fede che arrivano in Aereo.
Il viaggio è come sempre lungo e noioso ed è l'unica cosa di cui farei veramente a meno, alternative non ne abbiamo, ci si arma di santa pazienza e si parte.
La settimana vola via molto velocemente la tensione della prima tappa a cronometro sfuma e ti ritrovi subito a fare la discesa per tornare all'albergo a preparare le valige per il ritorno.
Entrando però nello specifico di chilometri e dislivello ne abbiamo fatti tanti, tensione ne abbiamo avuta e risultati anche in modo particolare Fede che vince la categoria e porta a casa la sua terza maglia del giro di Sardegna.
Il livello generale è molto cresciuto, tanti vanno forte, per questo motivo le gare entrano subito nel vivo, creando meno selezione di quanto l'organizzazione avrebbe voluto.
Tanti sono veramente preparati e dotati di capacità tecnico tattico ed atletiche, qualche ex corridore "vero" è presente e si fa subito notare, mentre qualcuno sornione esce al momento giusto e fa sua la generale.
Da subito è la fatica a farmi compagnia, ci convivo volentieri è quel masochismo nascosto dentro ogni ciclista che mi motiva a continuare a sopportarla ed a non poterne farne mai a meno.
Questa esperienza mi è piaciuta, mi ha anche aperto gli occhi e mi ha fatto capire che per fare la gara non sono preparato nonostante tutti i sacrifici fatti, ci vorrebbe molto più tempo da dedicare all'allenamento ma si entra nei soliti discorsi.
Il divertimento c'è stato e questo è quello che conta.

   

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