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19 feb 2014

Memorizzo un percorso e vado

Sì, come da titolo guardo Google Maps oppure Strava e pianifico il giro, questo avviene lontano da casa in posti nuovi o parzialmente conosciuti.
E così saltano fuori cicloavventure da ricordare nel futuro, come quella di Libbiano di alcuni anni or sono, li non ero da solo e per fortuna, dove la mappa indicava una strada in cima al paese  deserto,  in realtà tutto finiva, si doveva scendere e ritornare dalla strada fatta all'andata, niente di strano si direbbe ed invece ne succedono di tutti i colori: il cane che ci insegue, la crisi di fame,  il nulla attorno,  ne bar ne case, qui si ricorre alle scorte di zucchero che il cervello si tiene nascosto per avere un minimo di autonomia e come per incanto tutto va a buon fine.
Ieri parto e mi viene in mente un giro pianificato qualche giorno prima, la prima parte la conosco e fila via liscia, poi inizio a salire senza sapere cosa mi aspetta, curve, rettilinei e il solito amico vento, meglio farselo amico il vento in queste zone,  si va su pedalando sempre con il gas a metà perché in questi casi ti devi gestire, all'improvviso ti puoi trovare di tutto.
Sulla strada nessuno, auto pari a zero, ad un certo punto trovo degli addetti che tagliano alberi lungo la strada, vedo la cima avvicinarsi, il panorama è suggestivo, mi sento parte integrata alla natura, si vede la mano dell'uomo, ma quella giusta. Arrivo in cima così credo, decido di scendere dalla strada che avevo visto sulla cartina, in realtà non scendo continuo a salire su e giù da mozza fiato e rasoiate alle gambe, quelle che fanno male, in questa strada molto articolata che segue il profilo della natura selvaggia incontro solo guardie forestali e carabinieri, poi penso, mi si accende la lampadina,  credo di essere finito nella zona dei lupi, pensavo che la maremma fosse tutta in piano!
Inizia la discesa, il vento è contrario e mi fa lavorare, quando penso ci debba essere la strada che gira, almeno così indica il mio " mental tom tom" non trovo nulla, attimo di panico, decido di uscire dalla strada ampia regionale e di prendere un provinciale stretta e diritta, in questo momento non so più dove sono e cosa sto facendo, finisce perfino l'asfalto e ritrovo improvvisi su e giù. Intorno a me è davvero uno spettacolo naturale.
Proseguo e alla fine  mi ritrovo a Follonica dove non avrei voluto andare quando ho abbandonato la strada regionale, un pochino fuori rotta, ma almeno qui mi ritrovo e mi rimetto nella via giusta verso casa, il mio amico Eolo mi aiuta e mi spinge.
Arrivo a casa vuoto e provato, ho vinto il panico che mi avrebbe potuto far perdere la testa, la calma e l'esperienza mi hanno aiutato.
Quando si vogliono fare chilometri è bene allontanarsi da casa, in questo modo si è costretti.
 

 

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