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14 feb 2014

Marco Pantani il Pirata

Sono stato fortunato nel vivere il periodo del Pirata, 10 anni or sono la sua salita più triste per raggiungere il regno degli immortali insieme ai grandi dello sport come Fausto Coppi e a tutti i miti diventati leggendari.
Non è blasfemia definire Marco un immortale, le nuove generazioni conosceranno un eroe a pedali una mitologia, forse per loro diventerà anche leggenda.
Alle prime apparizioni non mi fu molto simpatico sarei disonesto nel dire il contrario, ricordo la rivista Bici Sport che dedicò delle pagine a quel ragazzo scalatore di Cesenatico che tanto si era distinto nelle categorie giovanili, entrò a far parte nel mondo dei professionisti e subito si mise in mostra nella più bella corsa, il giro d'Italia.
Io fui orgoglioso di lui il 12 luglio del 1995, fu un giorno indimenticabile e incominciai ad ammirarlo,
arrivarono poi gli anni della consacrazione, mio padre che dopo Coppi non provava grandi sentimenti per i vari campioni che passavano se ne innamorò e diventò orgoglioso di Marco per come correva e per il personaggio che era, spesso diceva che gli ricordava il grande Fausto.
Passammo dei bellissimi periodi insieme sul divano a seguire le sue gesta, arrivarono le grandi imprese ci regalò emozioni uniche, purtroppo la vita non è mai per nessuno semplice e vivemmo anche i suoi drammi, i brutti incidenti fino a Madonna di Campiglio. In 10 anni sono cambiate tante cose, mio padre e Marco non ci sono più, però loro sono sempre qui.
Il tempo aiuta a ricordare solo le cose positive che i nostri eroi hanno lasciato, i dolori sbiadiscono e il sorriso sostituisce le lacrime.


 

1 commento:

  1. Sei un grande anche tu… i ricordi non muoiono ne appassiscono sono il sale della nostra vita

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