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23 ott 2013

Allenarsi con misuratore di potenza

Negli ultimi anni il misuratore di potenza (power meter) è diventato uno strumento sempre più utilizzato e diffuso nel ciclismo.
Tutti i professionisti da tempo ne fanno uso costante, alimentando anche discussioni sulla sua necessità tra i giornalisti commentatori e il vasto popolo degli appassionati.
Da qualche tempo circa 1 anno e mezzo ho avuto la fortuna e la curiosità di provare ad usare questa strumentazione per avere dei riscontri oggettivi sugli allenamenti svolti e per poter pianificare la stagione nella più totale precisione.
Le nuove metodologie di allenamento non sono altro che il miglioramento basato su studi e aprofondimenti di metodologie usate anche 20 anni or sono, fanno del P.M uno strumento fondamentale per dare precisione al lavoro svolto.
La cosa più importante di questa strumentazione è la possibilità di registrare ogni singolo colpo di pedale e di poterlo analizzare al pc con appositi programmi.
In circolazione ci sono moltissime spiegazioni scientifiche fatte da persone competenti,  le quali hanno messo a punto delle metodologie per eseguire allenamenti mirati in base alle caratteristiche dell'atleta.
Vediamo in sintesi in base alla mia esperienza quali sono i motivi per utilizzare un P.M..
1) Si possono fare dei test  su strada per determinare le zone di allenamento in qualunque momento e periodo senza dover andare in centri appositi, i test su strada come dimostra la letteratura scientifica sono molto più veritieri e  abbastanza distanti dai test fatti in laboratorio, vengono svolti secondo protocolli esistenti e collaudati oppure per semplificare basta mantenere una salita campione come riferimento.
2) Si impara a conoscersi a fondo,  con dei parametri indicati e precisi si crea il proprio profilo e si capisce di che pasta si è fatti.
3) Ci si rende esattamente conto come migliorare alcune fasi della propria pedalata, trovare la cadenza ideale, imparare ad ottimizzare i rapporti da usare.
4) Lo strumento aiuta ad evitare carichi eccessivi o carichi inutili (non carichi) a massimalizzare il tempo a disposizione, molto spesso abbiamo i minuti contati per poterci allenare, ecco che il P.M. diventa un vero e proprio allenatore.
5) Il P.M. misura con precisione il lavoro svolto in juole, gli strumenti sulla console converto in kj ed in questo modo si ha un riscontro preciso sul consumo energetico, corrente, giornaliero, settimanale e mensile.

A livello amatoriale noto che l'errore più comune è quello di affrontare salite a tutta per poi recuperare nelle fasi di pianura o discesa, i terreni ideali dove si fanno le velocità, in questo caso il P.M diventa un personal trainer e fa si che se possiamo per esempio mantenere 200 w li manteniamo su tutta la prova, evitando magari di fare 400 w in salita e poi non avere più la forza/energia per spingerne 100 in pianura.

La cosa ideale dopo aver acquistato e sperimentato lo strumento è rivolgersi ad un preparatore per programmare la stagione e farsi seguire nelle varie fasi, il mio personale consiglio in ogni caso è quello di imparare a registrare i dati e a tenerli monitorati, semplici applicazioni come strava posso già essere sufficienti per verificare e quantificare il lavoro svolto.
Il P.M. non mente mai, basta tenerlo tarato secondo le indicazioni del costruttore e da sempre un riscontro oggettivo, i valori riscontrati sono sempre quelli, non ci sono cause esterne che li possono modificare come avviene per la frequenza cardiaca o la velocità.
Mi sento di consigliare il P.M. a tutti, agonisti e non, non è uno strumento indispensabile per andare in bici se ne può fare a meno però è veramente utile ed importante molto più del cardio frequenzimetro strumento diventato largamente utilizzato già da molti anni.
Un piccolo esempio, la frequenza cardiaca non dice se stai migliorando, dice solo a quanti battiti per minuto il tuo cuore pompa in quel momento preciso, tanti fattori esterni condizionano i valori, idratazione, temperatura, stati d'animo etc etc. Utilizzando la frequenza cardiaca come parametro si può incorrere in errori di valutazione sulla propria condizione.
Confrontando la frequenza cardiaca con la potenza espressa in watt ti accorgi che ci sono giorni in cui la fc resta bassa e tu devi spingere sui pedali per raggiungere la tua potenza ideale per effettuare un allenamento costruttivo.
L'esempio contrario può essere quello di una partenza in una gara o cronometro dove l'adrenalina ci fa perdere il senso della percezione di fatica e vado a spingere molti più watt di quanto il mio fisico è in grado di spingere con conseguente calo della prestazione difficilmente rimediabile.
Sono degli esempi un po estremi per rendere chiaro il concetto, un ciclista esperto ha ben memorizzato queste situazioni e riesce comunque a gestirla, ma molto spesso andrà a sensazione e capitano giornate storte dove il suo allenamento non sarà producente, detto questo ecco perché tutti i professionisti usano il P.M.

Effetti collaterali? Crea dipendenza, ma questa è un'altra storia.



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