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24 nov 2011

L'allergia e la bici.

Era l'anno 2000 durante una visita medico sportiva di valutazione nel mese di marzo, dopo un' attenta anamnesi il medico mi disse, sei iperreattivo e molto probabilmente allergico a qualcosa.
Il primo esame è una spirometria che consente di valutare lo scambio di aria che entra ed esce dai polmoni passando attraverso i bronchi, l'esame conferma la valutazione del medico, piccole vie aeree al 60% del valore teorico, al di sotto di tale valore non si ritiene idoneo all'agonismo l'atleta.
Qui entra in gioco un altra parola, reversibile, reversibile vuole dire che con un medicinale il salbutamolo i bronchi si dilatano e ritornano alla normalità.
Dopo aver utilizzato i famosi 2 puff di salbutamolo la spirometria rientra nella normalità ed il test da sforzo fatto da anche dei buoni valori.
Prima prescrizione medica 2 puff di sulbutamolo 40 minuti prima della gara, visita allergologica, visita dal pneumolgo con spirometria e test con metacolina.
La visita dall'allergolo presenta positività agli acari maggiori e alle graminacee, prescrive antistaminico e salbuterolo da prendere prima degli sforzi e tutte le sere prima di coricarsi per un mese, consiglia vaccino per l'allergia agli acari.
La visita dal pnumologo conferma iperreatività bronchiale con asma indotta da metacolina, prescrive farmaco cortisonico e salmeterolo da prendere per il periodo marzo giugno.
Le cose migliorano subito già dopo la prima settimana che mi curavo con il bronco dilatatore, arrivo ad ottenere in bici degli ottimi risultati, il recupero migliora così come il sonno.
La situazione però peggiora nel momento in cui passato giugno sospendo la terapia.
L'anno dopo mese di marzo una tosse secca e persistente trascurata si trasforma in bronchite, terapia antibiotica, la tosse continua e non ne vuole sapere di andarsene, sveglie notturne improvvise e mancamenti di respiro che si risolvono solo dopo aver usato il broncodilattatore.
L'asma è una malattia cronica, fortunatamente curabile, non si deve trascurare nulla ed avere sempre disponibile il broncodilattatore.
Negli anni le cose si stabilizzano e riesco a condurre una normale vita e ad andare in bici con regolarità, le cure mediche e la vaccinazione limitano al minimo episodi di broncocostrizione.
Ho imparato che ci si deve curare in modo preventivo, se non lo fai perché stai bene all'improvviso arriva un attacco e ti manda ko rischiando pure di avere gravi conseguenze.
Impari a gestirti seguendo scrupolosamente i consigli del medico come quando sei in salita, nel periodo di impollinazione evito di percorrere quelle salite dove ai bordi della strada ci sono prati, il nemico numero uno però resta il vento, nelle giornate ventose è meglio che evito proprio di fare sforzi, il freddo è un altro nemico ma si può tranquillamente contrastare mettendo una sciarpa davanti alla bocca.
Utilizzare in modo corretto i farmaci è fondamentale così come fare le dovute visite di controllo dagli specialisti, trascurarsi porta solo controindicazione come per esempio aver trascurato un raffreddore che si è trasformato in sinusite diventando poi cronica, alla fine dopo le cure farmacologiche inefficaci ho dovuto ricorrere alla chirurgia.
Alcuni dei farmaci che si usano riportano la scritta doping, in dosaggi superiori alle prescrizioni posso avere effetti dopanti, usati come prescritto invece sono consentiti, ma è necessario avere le certificazioni mediche richieste.
Visita d'idoneità e allergia, come già scritto sopra ci sono alcuni parametri dettati dalla spirometria per valutare se un atleta può fare attività agonisti, nel caso in cui qualcosa non dovesse andare per il verso giusto verranno richieste visite specialistiche, comunque dichiarate sempre di essere allergici e di seguire una terapia farmacologica.
Il mio consiglio finale è quello di avere sempre buon senso, un allergico obeso sta sicuramente peggio di un atleta allergico, quindi fatevi seguire dai medici e continuate a pedalare che fa sicuramente bene a tutto il resto della macchina umana.
Prestazioni in bici e allergia, qui purtroppo si va in altalena, su e giù.
Capitano giornate storte dove gambe dure e fiato corto la fanno da padrone, in quelle giornate meglio non insistere, poi ci sono giorni invece un cui ti senti davvero bene ed hai la sensazione di andare davvero forte.
Un buon riscaldamento è fondamentale sempre, il momento più difficile sono le partenze quelle fatte a tuono dove il fiato manca e le gambe si induriscono di più rispetto ad un soggetto perfettamente sano, qui entra in gioco la testa, si deve resistere a ruota che poi anche chi sta davanti a menare rallenta.




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