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15 lug 2010

Un ricordo indelebile.

Sono passati 15 anni da quella giornata iniziata molto presto, la sveglia infatti suona alle 4 del mattino, con amici ci si ritrova per raggiungere la vicina Francia dove c’è una tappa importante del tour con arrivo all’Alpe d’Huez..
Il viaggio scorre velocemente, dall’alba subito si capisce che sarà una giornata straordinaria, della buona musica ci accompagna, arrivati in Francia si sente il profumo dell’alta montagna, paesaggi incantevoli, in prossimità del percorso tutto è previsto e pianificato, direzione obbligatoria per raggiungere il parcheggio in vetta, siamo incantati dalla meraviglia, parcheggiata l’auto ci concediamo uno spuntino seduti sul verde prato.
Si entra sul tracciato c’è ancora molto tempo prima che i corridori arrivino all’arrivo, decidiamo di percorrere gli ultimi 3 km a piedi, sembra uno stadio appassionati ovunque, tra la gente si incontrano anche campioni di un tempo, prendiamo poi posizione ai 50 mt dal traguardo.
La televisione Francese france2 mette a disposizione un maxi schermo mandando in onda la diretta della tappa, fa veramente caldo, le spalle bruciano al sole, mi devo coprire.
Nel frattempo iniziano i movimenti e gli spettacoli della carovana del tour, gli sponsor principali non lasciano nulla al caso, una famosa azienda di una nota bibita addirittura sale con 5 tir quelli in stile americano, ragazze che ballano, musica a tutto volume, insomma una grandissima festa.
Siamo andati al tour per tifare un nostro amico, il nostro campione sapendo che questa non sarebbe stata la sua tappa, ma era la più vicina all’Italia e quindi andava bene così.
La diretta tv anche se in Francese ci tiene compagnia, il primo scatto all’inizio della salita è del amico Alberto Elli, poi inizia la bagarre il pirata di Cesenatico un certo Marco Pantani  scatena fuoco e fiamma, sulla salita ad uno ad uno si staccano resta un solo uomo al comando è il pirata, visto che tutti tifano Virenque noi Italiani iniziamo a gioire, manca poco ultima curva e Marco fa un dritto il mio cuore forse batte più velocemente del suo, inizio a picchiare le mani sul cartellone pubblicitario che sta sotto la transenna, il rumore è infernale, una grande festa ai 50 mt alza le braccia al cielo quelle immagini stanno facendo il giro del mondo, il pirata si consacra tra i grandi del ciclismo Italiano come Fausto Coppi e Gianni Bugno vincenti su questa salita.
Dopo di lui arrivano Miguel Indurain e Alex Zulle e poi via via ad uno ad uno arrivano tutti, arriva un ragazzo americano di 24 anni che sognava di vincere il tour e nessuno  crede a questo, (ne vincerà 7 di fila) e poi arriva il nostro campione sorridente e molto contento, allora via si corre dietro le quinte per andare a salutarlo, andiamo all’albergo dove alloggia, incontro Massimo il medico sociale ridiamo scherziamo siamo tutti molto contenti, poi arriva Lance e arriva il nostro amico Fabio un saluto la gioia che esterna è molta, è felice di averci visto, mi dice che sta bene è in ottima forma e presto punta a vincere una tappa, è da poco diventato papà sta andando forte a soli 25 anni, la sua squadra è un bel gruppo sono tutti per uno e uno per tutti.
Sembra che non manchi molto al suo salto di qualità, ci sono le carte in regola, sono contento felice per lui, non ci sono invidie o gelosie quando un amico è forte si deve solo essere orgogliosi di lui.
Fabio sale va in camera per la doccia e i massaggi, il tempo stringe e noi dobbiamo ripartire, sarei potuto salire in camera stare con lui a parlare, però capisco che un corridore dopo una tappa dura  ha bisogno di relax e decido di lasciarlo in pace, Marco mio cugino che è piccolo vorrebbe fare delle foto, decidiamo di avviarci verso casa e per consolarlo del rammarico di non avere fatto le foto con Fabio lo calmo dicendo lui quando torna dal tour ti porto a casa sua e facciamo tutte le foto che vuoi.
Saluto Massimo e ci dirigiamo contro voglia alla macchina, da questo ambiente ho poca voglia di staccarmi.
Dopo 3 giorni succede quello che mai ti aspetti, durante una discesa Fabio cade e ci lascia…
Questa è stata l’ultima volta che l’ ho visto felice.
Ciao Fabio.

2 commenti:

  1. Fabio purtroppo non l'ho conosciuto,ma ha lasciato un grande vuoto.....

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  2. La testimonianza di Roberto così attuale a discapito dei tanti anni ormai trascorsi, ci porta inevitabilmente a riflettere su quanto sia a volte purtroppo sottile, labile, fugace il confine tra la gioia e il dolore, tra la felicità e la maliconia, tra l'allegria e la tristezza...

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