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30 mag 2010

Ivan Basso

"PERCHE’ ABBIAMO DECISO DI SUPPORTARE IVAN BASSO
Abbiamo deciso di supportare Ivan Basso perché è uno dei pochi ad aver pagato, giustamente, senza chiedere sconti di pena, a fronte di quanti (non pochi e forse nemmeno solo ciclisti) non hanno pagato ed hanno invece continuato a correre, magari anche a vincere. Siamo convinti che non è cancellando dal ciclismo il nome di quanti hanno sbagliato che possiamo ottenere uno sport migliore: nulla ci garantisce che le nuove generazioni siano meglio della presente o di quelle passate, lo abbiamo imparato per esperienza.
Riteniamo che ad ogni atleta che chiede un supporto per ritornare ad un ciclismo credibile è bene che un tale aiuto non sia negato: il ciclismo è in una situazione di grave emergenza – purtroppo da noi paventata più di una decina d’anni fa – e per riemergere c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Anche di coloro che hanno sbagliato una prima volta, se la loro scelta di cambiamento è supportata da ragionevoli elementi di credibilità.
Per queste ragioni, che non ci aspettiamo siano comprese e condivise da tutti, all’inizio di febbraio del 2008 abbiamo incominciato a lavorare al fianco di Ivan. Giorno dopo giorno ci siamo sempre più convinti che la sua voglia di affrontare il rientro alle corse e la prosecuzione della sua carriera in modo trasparente, risponda ad una sua scelta autentica, sin qui supportata dai fatti (disponibilità ad ogni tipo di controllo anti-doping, compreso il monitoraggio della massa emoglobinica).
Gli abbiamo dato fiducia a febbraio 2008 ed ancor più gliene diamo oggi. La strada che lui ha scelto ora con determinazione rappresenta un segnale di cambiamento autentico che nasce dal di dentro del movimento ciclistico, ed è a nostro avviso è più che mai importante oggi per i professionisti, per i giovani, ma anche per tutto il mondo che ruota attorno al ciclismo ed allo sport in generale.
La nostra profonda convinzione è che Ivan, a prescindere dai risultati, non ci deluderà. Il tempo potrà darci (forse) una risposta.
Aldo Sassi
Mapei Sport"


Aldo Sassi ha vinto una scommessa ora lo possiamo dire, già lo scorso giro Ivan aveva dato segni di essere tornato grande mancava però la vittoria importante.
Tutto arriva con un anno di ritardo secondo i miei pronostici,  l'intelligenza tattica e la capacità di gestire la squadra di Ivan sono da grandissimo campione, il giro, lo ha corso alla grande, c'è differenza rispetto al 2006, si vede più fatica sul viso, ma la testa è da campione, la fatica è comune a tutti, in questo giro ho visto un grande Scarponi un grande Evans e un Vino mai domo, tutti hanno cercato di mettere in difficoltà Basso il quale ha risposto da campione supportato da una grandissima squadra gestita finalmente nel modo migliore, Nibali avrà un grandissimo futuro con un maestro del genere.
Basso ha vinto la tappa più difficile quello più adatta ad uno scalatore con doti di fondo, ha gestito la tappa dell'Aprica da grande andando a guadagnarsi la maglia rosa con una grinta incredibile, nella tappa di Bormio ha controllato tenendo la corsa chiusa con un ritmo alto mettendo tutti in fila.
Non era facile tornare a vincere un grande giro, non era facile per mille motivi, ci vuole una grande testa tanta passione e delle persone intorno che ci credono, il merito di Basso è stato quello di avere tutto.
Il ciclismo lo dimostra questo giro è uno sport di squadra, la quale deve avere un grande leader dentro che la gestisce e la muove come vuole, mi mancherà questo giro d' Italia.
Un applauso a tutti i corridori che lo hanno onorato dal primo all'ultimo chilometro.

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