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11 set 2009

Mercoledì 2 settembre 2009

Mi sveglio prima del solito, il cellulare è scarico, devo andare al lavoro, come programmato uso la bici.
La solita colazione, via si parte, sembra tutto normale, un giorno come un altro, invece dopo 20 km alle 8 di mattina in via Garibaldi a Bregnano, qualcuno con un Opel Astra sw decide di rovinare la mia giornata, il mio lavoro e di far finire la mia stagione ciclistica.
Non so cosa sia passato nella testa di questo tizio, non so perchè ha scelto me, non so perchè, di fatto mi ha steso sull'asfalto di questa maledetta strada che percorro da molti anni.I miei occhi vedono questa macchina blu che all'improvviso si mette davanti, reagisco freno ad un certo punto dico: "Porca puttana la prendo", cerco di raggirarla non c'è spazio, l'impatto è inevitabile, batto con la spalla destra e il torace contro quella cavolo di macchina e poi mi giro su me stesso e finisco a terra.
Mi incazzo, sento male, molto male alla spalla, penso alla clavicola, mentre sono a terra capisco che le gambe si muovono, sento dolore al torace e alla spalla, cerco di calmarmi, il tizio che mi ha investito si sente Gesù, si avvicina e mi dice: "Alzati dai" lo guardo in faccia e gli grido: "Chiama il 118" ci mette un po, il suo problema era quello di spostare quel cesso di macchina perchè doveva entrare nel parcheggio.
Tutto sembra andare male, invece ci sono ancora delle persone degne di rispetto, si ferma un medico, si presenta mi avvicina mi parla cerca di calmarmi, verifica la mia condizione chiama il 113 per cercare di proteggermi.
Una signora si affaccia alla finestra, scende in strada si avvicina e mi accarezza, che bel gesto, pochi minuti dopo arriva l'ambulanza avranno impiegato si e no 15 minuti.
Sono in tre, due uomini e una donna molto gentili cercano di farmi stare tranquillo, si preoccupano loro a farmi tutto, vengo immobilizzato e messo sulla barella, nel frattempo arrivano i vigili a sirene spianate, da un lato le cose sono andate bene, il primo soccorso me l'ha portato un medico.
Intanto i vigili cercano di fare i rilievi dell'incidente scrivono il verbale mi fanno le domande mentre sono in ambulanza, chiedo loro di prendere in cura la bicicletta, il vigile con gentilezza mi dice non ti preoccupare ci penso io.
A questo punto l'ambulanza parte direzione ospedale di Cantù, il viaggio è un incubo, dolore fisico, scomoda, legato, come un salame. Maledetto chi continua a mettere dossi e rotonde e non asfalta le buche, meriterebbe un viaggio in ambulanza con costole e spalla rotta senza essere sedato.
Arrivo al pronto soccorso ed entro subito senza fare la fila, qualcosa di buono doveva succedermi, iniziano a farmi domande e mi fanno telefonare, ovviamente il mio cellulare e spento, non funziona, mi danno un telefono e chiamo Francesca ed in azienda avvertendo dell'accaduto.
Mi portano dentro una sala medica, inizia il terzo grado da parte del medico, la prima cosa che mi chiede è se ho battuto il capo, poi passa alla pancia ai testicoli, i miei dolori sono al torace e alla scapola, avverto anche dolore al gomito ed al ginocchio dove ci sono delle abrasioni.
Subito mi viene fatta l'antitetanica e un antidolorifico, il dolore è forte ad ogni movimento mi sento svenire, mi portano in radiologia per fare le lastre, fortunatamente hanno una macchina di nuova generazione che si adatta al paziente.
Poco dopo arrivano gli esiti delle radiografie, visita ortopedica urgente, risultato 5 coste fratturate più la scapola con fratture scomposte, mi mettono un tutore, ho visto le stelle con il cielo sereno.
Intanto nonostante il dolore la mia preoccupazione è per chi non sa le mie condizioni e mi aspetta, in questi momenti sei solo con i tuoi dubbi e pensieri, mentre qualcuno è molto preoccupato perchè non sa nulla di me.
Ormai la mattina se ne va i medici discutono se tenermi in osservazione una notte o se dimettermi, decidono di mandarmi a casa e qui viene il bello, mi fanno scendere dal lettino con il quale ormai ho instaurato un rapporto di cordialità, insomma ho trovato una posizione decente, e provano a mettermi su di una sedia a rotelle, dopo poco che sono seduto, inizio a sudare freddo e la testa inizia a girare, mi rimettono sul letto, ad ogni spostamento vedo le stelle, sono tutti molto gentili infermieri e medici cercano di mettermi a mio agio, il medico mi fa una battuta: "Vedi che lo sport non sempre fa bene" io gli rispondo subito a tono: "anche andare al lavoro allora", visto che è li che stavo andando, lui ridendo dice: "non ci avevo pensato".
Il tempo passa ed ogni volta che vengo messo seduto ho dei mancamenti, alla fine mi mettono una flebo, forse sarò anche vuoto, in più sento tanto male, mi danno anche un antidolorifico, ormai sono le 16 e riusciamo a tornare a casa, mamma mia le buche nelle strade i dossi e le rotonde si sentono anche in macchina.
Arrivato a casa devo cercare una posizione per sentire meno dolore, la cerco e non la trovo, la notte la passo sveglio, forse un dolore fisico così forte non l'ho mai provato.

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