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28 apr 2009

Giro Sardegna 2009

Venerdì 17 aprile, si parte per la Sardegna, giusto per esorcizzare la data si parte alle ore 17, che ciclista sarei senza riti scaramantici.
Il viaggio fino a Livorno va via che è una meraviglia con la giusta calma del turista, che bello viaggiare in macchina senza stress, ci accompagna nel tratto della Cisa il cd Pica del grande Davide, arrivati al porto si attende l'imbarco che come succede ultimamente ritarda, una volta imbarcati ci si infila subito a letto.
Il mattino lo sbarco è uno spasso, respirare l'aria di Sardegna è sempre bello, il viaggio per Alghero in mezzo ai verdi pascoli è qualcosa di veramente incantevole.
L'appartamento è molto confortevole, una volta sistemati in camera mentre Francesca prepara il pranzo, io preparo la bicicletta in assetto bellico, da notare che ho già mal di gambe prima di iniziare a correre.
La vigilia del giro da sempre emozione, mi faccio subito un giro in bici e provo il percorso della cronometro che dovrò affrontare il lunedì 25 km, faccio una sgambata di 35 km.
Prima di ritirare il numero di gara puntata in spiaggia per godere del mare.
Arrivato poi all' hotel sembra strano non trovare la solita fila, ho il numero 365 di colore rosso, insieme al numero ci viene dato il Garibaldi delle varie tappe, quest' anno il programma non subirà modifiche, Tonino si è superato.
Domenica 19 aprile, il giorno della medio "granfondo Sardegna", io partecipo al percorso medio, km da percorrere 99 dislivello 1310, la partenza viene data alle ore 9
sul lungo mare Dante ad Alghero fa freddo, però è una bella giornata, dopo 20 km mi stacco dal gruppo dei migliori, non ho le gambe faccio fatica in salita e la testa è già battuta in partenza, resto solo per alcuni km, voglia di soffrire poca, intanto mi godo il panorama spettacolare che offre la costa sarda che da Alghero va a Bosa, dopo poco finisco di fare il turista vengo raggiunto da un gruppo nel quale ci resto fino all' arrivo.
Non partecipando mai a queste manifestazioni resto stupito dagli inutili rischi che certi "corridori" prendono per fare poi 100° assoluto.
Al pomeriggio spiaggia e primo sole, spettacolo!
Lunedì cronometro individuale 25 km dislivello 150 mt.
Colazione fatta in assoluta tranquillità, tensione pre gara totalmente assente, parto da casa in bici per raggiungere la partenza, arrivo bello caldo già con il fiato rotto e parto subito, il primo tratto sale leggermente, va gestito e ci riesco alla grande, aumento la velocità lentamente stando intorno ai 37-38 km ora, non mi pianto e quando la strada spiana e consente di aumentare mi porto intorno ai 43-45 km ora, la cadenza è buona 53x15 il rapporto, il morale sale quando prendi quelli che sono partiti prima e nessuno ti sorpassa, inizia a piovere, che palle mi dico, già brutto tempo, percorro un tratto di 7-8 km sotto la pioggia, poi smette di piovere fortunatamente, nella curva di Fertilia vengo intralciato da una macchina e perdo qualche secondo e di conseguenza qualche posizione in classifica, arrivo ad affrontare la salita che porta verso porto Conte con le gambe che non girano più tanto bene, infatti anche nella discesa successiva fatico a rilanciare qui una decina di secondi e più li perdo, poi mi riprendo, fatico molto a mantenere una buona andatura. Finita la crono alla media di poco superiore ai 38 km/h sono soddisfatto della prestazione.
Ritornando a casa nel senso opposto della gara scopro con dispiacere quanta gente sta barando, sembra di assistere a delle cronosquadre, la cosa che mi fa più rabbia è vedere una maglia a ruota di un compagno di squadra, non voglio far polemica, la maglia non è delle categorie maschili ed in ogni caso penso a me.
Martedì 21 aprile tappa denominata Capo Caccia Stintino 84 km dislivello 500 mt circa.
Mi sveglio e c'è il sole, il morale si alza, vado alla partenza con lo smanicato sopra la maglietta perché alle 8 del mattino l' aria è freddina, arrivato alla partenza il cielo si fa nero e minaccioso, da un momento all' altro potrebbe piovere, nella griglia non sono posizionato bene, il brutto tempo mi demoralizza.
Alle 9 in punto si parte e stavolta a tutta da subito, fatico più del previsto a chiudere i buchi che si fanno, dopo alcuni km finalmente mi porto davanti e riesco a recuperare, nel momento caldo della corsa però mi addormento nel gruppo, si avvantaggiano dei corridori che andranno poi a far parte della fuga che arriverà al traguardo, intanto in gruppo succede una bella disavventura, si sbaglia strada, dopo circa 500 mt se no di più inchiodata generale e dietro front, intanto i fuggitivi grazie anche a questa nostra disavventura prendono il largo.
Il tempo intanto è uno schifo, piove a tratti.
L' arrivo è posto vicino al Capo Caccia, un spettacolo peccato che appena tagliato il traguardo piove forte, devo subito andare verso "casa".
Mercoledì.
Piove e mi scappa subito la voglia, mi sento quasi in colpa e dover andare per forza a correre, Francesca si offre volontaria a portarmi in macchina alla partenza, faccio colazione e dentro di me sento una vocina che mi dice stai a casa, le do ascolto, avrò fatto bene?
Deciso non parto, ormai svegli prendiamo la macchina e andiamo ad Alghero a fare i turisti, alle 9,30 arriva il sole, se il cielo fosse stato così nero a Come pioverebbe almeno 3 giorni.
La mattinata mi piace ed anche girare per le vie del centro, la cosa strana è che non sono minimamente pentito della scelta fatta.
Il pomeriggio decido di pedalare c'è vento vado fino all' Argentiera che posti, in 50km incontro 4 auto.
Giovedì cronometro a squadre.
La giornata si presenta da favola, sole!
La voglia di pedalare torna immediatamente, colazione più leggera del solito, oggi cronometro a squadre, sono talmente assente dal giro che mi reco alla partenza senza squadra, il giudice troverà altre persone come me e ci metterà insieme.
Si parte dall' Argentiera, il posto è da sogno, la partenza invece della gara è dura si parte in salita, devo andare veramente piano i miei compagni sono tutti più scarsi, dai almeno in questa occasione mi sento forte, al termine della salita nonostante il passo turistico restiamo in 4, il tempo verrà preso sul terzo classificato, dopo poco restiamo in tre, si va con cambi regolari a buona andatura fino all'arrivo.
Il pomeriggio mare e sole, il colore della pelle cambia, gran bella giornata.
Venerdì mare e monti km 100 dislivello 1550
Questa è la tappa più bella, si va dal mare ai monti e si costeggia anche il lago.
Parnza ad Alghero sul lungo mare Dante, si va in direzione Bosa, dopo 13 km inizia la dura salita che porta nell' altopiano di Villanova Monteleone, in salita mi stacco subito resto in un gruppo dove sinceramente farò pochissima salita fino all' arriva, la prendo proprio come allenamento, mi guardo in giro e mi godo il panorama, merita veramente.
Pomeriggio al mare, questa si che è vita.
Sabato kermesse di Capo Caccia.
Si parte per categoria,quindi oggi gareggio con i miei coetanei, sembriamo tutti dei Peter Pan, 40 enni con la testa di ragazzini.
Il primo scatto della giornata è mio, resto molto attivo, queste sono le mie corse, però perdo l'attimo e va via la fuga, pace è andata mi ripeto mi metto dormire in fondo al gruppo e se ne vanno i contrattaccanti, cavolo, che pirla che sono dovevo immaginarmelo, mi rimetto nelle posizioni calde, grande menata arriviamo vicini ai fuggitivi, parte Bravo e non ho più le gambe per restargli a ruota, lui si che fa un gran numero, rientra tutto solo sui contrattaccanti ed arriverà terzo.
Il gruppo si frantuma riesco a restare davanti, poi nella discesa ridiventa compatto e nonostante davanti siano in 5 si pensa alla volata, io penso alla salute e tiro i remi in barca.
Bella gara, mi è piaciuta.

Il giro è già finito e come al solito viene molta amarezza, in questa settimana ci si sente dei corridori, si sogna, si vedono dei posti bellissimi, si rincontrano amici che vengono da tutte le parti, si sentono accenti e parlate diverse dal solito, sembra quasi di vivere una piccola favola.
Alla premiazione finale manca solo il canto dell' addio, vorresti ritornare al primo giorno, invece come tutte le cose belle volano via.
Il sabato sera si va in piazza alla festa di Fertilia, mercato giostre e tantissima gente, anche questa è vita.
La domenica purtroppo arriva velocemente nel pomeriggio c'è la nave che ci deve riportare alla realtà, il viaggio da Alghero ad Olbia è un godimento unico di colori, i prati sembrano finti, il verde è talmente verde da sembrare nel paradiso della Padania.
Sbarcati a Livorno ci si accorge di essere tornati alla realtà, piove, con più si va verso casa con più il tempo peggiora, sul passo della Cisa troviamo addirittura la nebbia fitta, pazienza ed il lunedì si ricomincia a lavorare.
Roberto

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