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26 ott 2008

Sono a fine stagione e ....

Sono a fine stagione, stamattina avrei dovuto correre in provincia di Bergamo, quando mi sono svegliato ho cambiato programma, perché non fare una bella distanza?
Ormai sono passati due mesi da quando ho passato i 100 km in un uscita e un bel richiamo alla distanza non mi fa di certo male.
Mi sveglio alle 7,45 faccio le mie cose mattutine colazione con spremuta d' arancia, yogurt tè verde 8 fette biscottate.
Alle 8,45 sono in bici direzione Como, che giro faccio? Ovvio il giro del lago mi sparo 143 km in 4h,30 in beata solitudine e meditazione, con queste uscite si rafforza la volontà.
Arrivato a Como inizio a pedalare di buona lena fino a Menaggio vado via regolare con un buon ritmo, mantengo un andatura costante decente in piano 38-40 km ora, decido poi di rallentare altrimenti poi si fa dura, da Menaggio a casa mancano 100 km.
La giornata è di quelle giuste, il solito venticello non manca, il cielo è sereno a differenza della bassa dove oggi c'è stato il nebbione, il lago è stupendo, ne approfitto per guardarmi in torno e godermi il paesaggio, intanto procedo ad una andatura più bassa 35 km/h con il 53x19.
Arrivato al giro di boa mi accorgo che non erano le gambe a girare ma era il vento che mi spingeva, a tornare sono cavoli amari, non trovo una ruota da succhiare, anzi spesso passo ciclisti che poi si accodano e sfruttano il la mia scia.
Nonostante il vento in faccia in un attimo sono a Varenna, nella mia testa passa di tutto, dalle vacanze alle gare, arrivato a Mandello inizio a faticare, sembra più un discorso di testa che di fisico, in questi momenti essere in perfetta solitudine diventa veramente difficile, stacco la testa dal corpo e riesco ad andare avanti tranquillamente, arrivato a Lecco, mi guardo un po in giro, noto che c'è un sacco di gente che passeggia, ma anche tanta gente che pedala, tutti nella direzione opposta però, non c'è neanche una ruota da prendere, nel tratto che da Lecco va ad Albavilla, sfrutto la scia delle auto che passano al mio fianco.
Arrivato a casa stanco ma soddisfatto del giro, mi preparo un piatto di riso e una bisteccha per riempire i serbatoi svuotati dalla lunga pedalata in solitaria.

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