Su robertogiannoni.com ci sono post e commenti

17 lug 2008

MAPEIDAY 2008 (RE-STELVIO) 13 Luglio 2008


Le previsioni questa volta non hanno sbagliato: PIOVE.
Sono le 4:15 del mattino, guardo fuori dalla finestra … piove …. dopo cinque minuti provo di nuovo a guardare fuori, ma piove veramente, non mi ero sbagliata.
Le bici sono sulla macchina, le borse sono pronte, che si fa? Ci diciamo “andiamo a vedere, magari poi smette ….”, ma invece di smettere, più si va verso nord, e più la pioggia aumenta. Arriviamo a Bormio abbastanza presto, c’è in giro solo qualche temerario … ritiriamo la sacca e iniziamo a prepararci. Si sentono dei tuoni, vedo un fulmine cadere sulla montagna e la pioggia che cade a scrosci … sono molto indecisa, ma poi la pioggia diminuisce e mi lascio convincere da mio padre che, prossimo ai 66 anni, è quello più convinto tra i tre. Ci fa un sacco di raccomandazioni, dice di vestirci pesanti anche se vediamo gente con i pantaloncini e la maglietta, ci dice: “qui non fa freddo, ma sopra i 2000 mt l’acqua è più fredda e poi alle cascate tira un vento freddo che sarete contenti di essere coperti, e in cima magari c’è la neve”.
La decisione è stata presa: si parte!
Mi immetto nella griglia delle donne, mio padre e mio fratello partiranno 15 minuti dopo di me.
Ci sono altre diciannove donne che, come me, hanno deciso di partire, ci guardiamo in faccia, sorridiamo per nascondere la preoccupazione. Prima della partenza si avvicinano due o tre giornalisti delle TV locali, ci fanno delle domande, qualcuno ci dà delle matte un altro ci chiede chi ce l’ha fatto fare … già, chi me lo ha fatto fare?!?
E’ la passione per la bici o forse è la voglia di mettermi in gioco, di andare fino in fondo, di raggiungere l’obiettivo ….
Finalmente lo starter dà il via e si inizia a salire … le altre ragazze salgono a buon ritmo, all’inizio gli sto dietro poi mi dico che la strada è ancora lunga e decido di salire al mio passo, la pioggia ormai non dà più fastidio e non mi accorgo neppure di aver già fatto cinque chilometri. Il rettilineo delle gallerie però sembra non finire mai e poi alla fine c’è quel tratto al 14% che mi mette a dura prova … ma poi, mi dico, ci sono i tornanti e si può prendere fiato … ma altro che prender fiato … appena dopo la curva mi arrivano delle raffiche di vento e pioggia che mi fanno pure sbandare, la cascata sembra un fiume in verticale, talmente è grossa e impetuosa … e comincia a fare freddo (mi chiedo come faceva mio padre a sapere che lì ci sarebbe stato vento e freddo … bhò … ma lo ringrazio per avermi fatto mettere qualcosa di pesante sotto la mantellina).
Sembriamo dei naufraghi in mezzo alla tempesta, mi viene in mente una battuta di mio fratello sul fatto se avessero invitato Noè (il ciclista), mi viene da sorridere, lì la strada fortunatamente spiana, si può veramente prendere fiato e così vado avanti fino alla casa cantoniera. Raccolgo le poche forze che mi sono rimaste perché so cosa mi aspetta, gli ultimi chilometri sono terribili … il freddo diventa sempre più pungente, le gambe cominciano a non voler più girare.
Mancano 3 chilometri, vedo la fine della strada ma so che per arrivare lassù dovrò fare ancora molta fatica. Mi vengono in mente le immagini epiche di tappe del giro d’Italia con l’arrivo sul Passo sotto la neve, dove i ciclisti arrivavano congelati e li scaldavano con le coperte.
Mancano 2 chilometri, piove ancora e fa freddo, faccio un sorriso ai due tizi che mi stanno scattando la foto.
Manca 1 chilometro, l’ultima rampa … sono quasi arrivata … 500 metri … vedo il gonfiabile dell’arrivo … 400 metri … 350 metri … ma ci vuole così tanto per fare 50 metri? … inizia a grandinare … 300 metri … 250 … 200 … 150 … 100 metri, ci sono le transenne e anche un po’ di pubblico che ti incita … 50 metri … ce l’ho fatta!!! … passo sotto l’arrivo stravolta e infreddolita … ma soddisfatta di essere arrivata fin lassù nonostante le intemperie … lo Stelvio è sempre affascinante!

Cristina

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per aver commentato.