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02 lug 2008

29 giugno 2008 Maratona delle dolomiti

Il giorno tanto atteso è arrivato: sono nella griglia di partenza della Maratona delle Dolomiti, la gran fondo vista tante volte in televisione.Le emozioni sono tante fin dall’inizio ... il sole che sorge dalle montagne ... gli elicotteri che ti passano sopra la testa... lo spiker che parla ... una miriade di ciclisti … Si parte puntuali alle 6:45, dopo 5 minuti passo dalla partenza e via! Salgo il Campolongo a buon ritmo, vengo superata da molti ciclisti ma ne supero anche alcuni ... poi il Pordoi ... c’è una serpentina di ciclisti sopra e sotto di me e, forse presa dall’euforia, arrivo in cima senza neanche accorgermene. Non mi sento stanca e affronto subito la discesa, vado più veloce del mio solito ma con attenzione perché ci sono ciclisti che mi superano da tutte le parti. Al bivio si sale per il Sella, non appena inizio la salita sento che mi stanno arrivando i crampi fortunatamente il dolore sparisce ed arrivo, anche se un po’ affaticata, in cima al Sella. Mi devo fermare per mangiare un pezzo di barretta (non sono capace di farlo senza fermarmi), ma ci metto pochi secondi e inizio la discesa, noto con piacere che hanno appena asfaltato la strada (le buche in discesa mi fanno paura). Ora mi manca solo il Gardena per finire il primo giro, ma sulla prima rampa mi tornano i crampi, questa volta dei dolori acuti dal ginocchio fino alla coscia, le gambe non girano più, le sento irrigidite e sono costretta a fermarmi, mi viene da piangere, più per la gare che per il dolore, ma non appena il dolore diminuisce torno in sella, stringo i denti e vado fino in cima al Gardena da lì poi parto in picchiata per Corvara. Mentre scendo mi raggiunge mio fratello, che era partito più in fondo. A Corvara lui mi suggerisce di fermarmi al corto ... ma io non mollo, qualcosa mi dice che devo fare il medio come da programma. Sulla salita del Campolongo mi tornano i crampi, ancora più forti, sono tentata di mollare tutto, dico a mio fratello di fare la sua gara ma lui decide che è più importante stare con me. Saliamo il Campolongo a ritmo blando e in cima aspettiamo nostro padre. Insieme ci dirigiamo al Falzarego … la salita sembra non finire mai, fa caldo, le mie forze sono sempre meno e ad ogni curva degli ultimi quattro chilometri vorrei fermarmi però resisto e quando vedo la chiesetta so che sono quasi arrivata. Mi fermo al rifornimento a riempire la borraccia ormai vuota e poi affronto a tutta l’ultima salita per il Valparola. In cima tiro un sospiro di sollievo e inizio la discesa. Arrivati a La Villa c'è tanta gente che ti incita, ti chiamano per nome (già, ce l’ho scritto insieme al mio numero sulla maglietta). La strada che porta a Corvara è un po’ in salita ... sono stremata ...e dopo 6 ore e 53 minuti taglio il traguardo tra mio padre e mio fratello piangendo per l'emozione ... è grazie a loro che posso dire di aver fatto la Maratona delle Dolomiti!

Cristina

1 commento:

  1. complimenti per non avere mollato nel momento più duro.

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Grazie per aver commentato.