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13 nov 2007

Aspetti mentali dello sport

di Leonardo Francini

Consapevolezza
Tanto nella vita quotidiana, come nello sport, si trascurano sovente gli aspetti mentali ed emotivi che potrebbero risultare utili ai fini dell'ottenimento di buone performans, sia sotto il profilo atletico che quello umano di una persona. Il profilo 'ambientale' dei settori sportivi evidenzia, con una certa frequenza, una disattenzione nei confronti del benessere psicologico dell'atleta, il quale molto presto cambia prospettiva nei confronti della disciplina scelta, trasformando la voglia di svago e divertimento in necessità primaria di ottenere risultati concreti. Altre volte accade invece che un atleta molto seguito sotto il profilo psicologico e morale, in seguito ai risultati conseguiti, acceda al professionismo, inserendosi in una squadra che attua politiche di relazione con gli atleti decisamente differenti da ciò che conosceva. Cito la realtà di alcuni casi di ciclisti, che col passaggio al professionismo hanno decisamente pregiudicato la loro promettente carriera, vivendo la professione in una sorta di isolamento, quasi abbandonati dalla squadra, con la quale si trovavano in contatto solo nel giorno della gara e telefonicamente per i necessari accordi. Per questo, comunicatività e vicinanza emotiva tra allenatore, atleti e squadra, costituiscono un elemento fondamentale, da coltivare e che si colloca in una posizione insostituibile al fine dell'ottenimento di una buona risposta atletica.
Evidentemente si rende necessaria una collaborazione tra dirigenti, allenatori, preparatori atletici, medici e genitori in modo che imparino a comunicare in modo omogeneo con gli atleti al fine di infondere una buona preparazione mentale che li condurrà a dare il meglio di sè. Occorre ricordare che l'importanza riservata ai vari allenamenti fisici e tecnici, può essere facilmente vanificata se non é supportata adeguatamente da condizioni psicologiche favorevoli e può indurre soggetti deboli al ricorso al doping, una sorta di bacchetta magica non utilizzata per diventar campioni, ma solo per reggere il 'passo del gruppo'.
Pianificazione di obiettivi realistici
Occorre prima di tutto puntualizzare di quale tipo di obiettivo realizzabile é utile occuparsi. Gli obiettivi possono essere di risultato, intesi come esito finale della gara, ad esempio la vittoria, o un buon piazzamento; oppure possono essere obiettivi di prestazione, intesi come miglioramento di alcuni degli aspetti che compongono il gesto sportivo. Un buon progetto di crescita psico-atletica, dovrà necessariamente concentrarsi su una programmazione di ricerca di obiettivi realistici di tipo prestazionale. E' chiaro che concentrarsi sul solo obiettivo di risultato, può dare origine a fenomeni di frustrazione, calo di autostima e decadimento delle motivazioni, instaurando poi una difficile situazione psicologica nell'atleta. Questo perché ovviamente la vittoria o il buon risultato, non possono essere ottenuti da tutti o quanto meno non sempre, anche in considerazione di molti fattori esterni e ambientali che possono influire sugli esiti finali, per esempio di una corsa di ciclismo. Il raggiungimento di un obiettivo realistico di tipo prestazionale presenta molti aspetti positivi nel breve, medio e lungo termine, perché può essere 'allenato' e verificato di volta in volta. Riconoscere di aver giocato meglio, di aver avuto una maggior tenuta su una salita difficile, oltre che un esito positivo può essere considerato come un successo personale, che costituisca una nuova base di partenza. Questo tipo di obiettivo può essere facilmente raggiunto, a patto che sia realistico ed adeguato alla attuale preparazione atletica e tutto ciò contribuirà certamente ad alimentare motivazione ed autostima, le quali stimoleranno ulteriormente il conseguimento di nuovi progressi, dato che questi stati mentali favoriranno l'espressione delle proprie potenzialità.
Controllo sui pensieri negativi
Si pone quindi la necessità di indirizzare il pensiero adeguatamente, in modo da favorire stati mentali che siano di valido aiuto per esprimere al meglio le reali potenzialità dell'atleta perché, in genere, da una esperienza gratificante scaturiscono una rinnovata stima di sé stessi e pensieri positivi. E' fondamentale orientare l'atleta verso la gestione dei propri pensieri, finalizzandoli al raggiungimento di un maggior controllo dell'attenzione, alla correzione degli errori, all'apprendimento di abilità ed all'autostima, scongiurando il pericolo che anche una temporanea perdita di fiducia in sé stesso, possa cronicizzarsi ostacolando così le proprie potenzialità atletiche. Da una attenta analisi dei sintomi fisici, comportamentali e psicologici del singolo atleta, si potrà valutare una ridotta o eccessiva attivazione. Per detto motivo si rende necessaria la personalizzazione della preparazione mentale adattandola individualmente, dato che si riscontreranno casi di atleti che trarranno benefici dal rilassamento ed altri da una maggiore attivazione. A seguito di questa valutazione si potrà attuare un programma di 'Mental Training', incentrato sul rilassamento, sull'abilità di prefiggersi delle mete (Goal Setting), sull'abilità di visualizzazione (Imagery), sulla gestione dell'energia psico-fisica (Arousal), e sull'individuazione di situazioni ansiogene e abilità attentive e concentrazione (Focus Interno ed Esterno). Tra le varie abilità del 'Mental Training' citate, sottolineo l'abilità di visualizzazione, che un atleta può attuare successivamente alla gara, rivivendone mentalmente le fasi, rafforzando in memoria quelle corrette oppure rilevando eventuali errori che potrà correggere in seguito. Tale esercizio mentale risulta utile anche prima della gara allo scopo di concentrarsi sul compito da eseguire. Notevoli capacità di Imagery abbinate ad un basso tenore di ansia, costituiscono certamente un valido strumento che può condurre l'atleta al successo.

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