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05/apr/2014

C'è spazio per tutti

Sono ciclista, scooterista, automobilista ed ho persino la patente C che non uso fortunatamente,
percorro in media all'anno 13000 km in bici, 5000 km con lo scooter e 22000 in auto.
Dalla mia presenza con diversi mezzi sulla strada ho imparato a capire bene quali siano i comportamenti e le categorie più a rischio.
L'idea che mi sono fatto è che chi ha il mezzo più grosso si sente "più forte" e si prende diritti che non gli spettano mettendo a rischio la vita altrui.
Dentro l'abitacolo si crea una sorta di libero arbitrio, le regole esistono solo per gli altri e spesso si viaggia come un pilota di tornato in missione di guerra.
Spostandosi con lo scooter si notano molto bene i comportamenti pericolosi di una elevatissima percentuale degli automobilisti, data dall'uso del telefonino, il quale uso non è più limitato alla semplice telefonata,  c'è chi pratica il selfie, chi ciatta, chi fotografa il panorama etc etc, tutti comportamenti che dall'interno dell'abitacolo non danno l'idea del pericolo che si crea per gli altri utenti della strada.
I motociclisti e scooteristi spesso non si rendono conto di avere una bomba in mano ma in questo caso si deve sapere di essere dei Kamikaze, la cosa più pericolosa sono i sorpassi alle auto in coda, molto spesso ci si può imbattere nei pedoni che vedendo le auto ferme attraversano la strada magari anche non sulle strisce, oppure agli improvvisi cambi di direzione di qualche automobilista distratto.
I ciclisti invece creano pericoli per la maggior parte dei casi solo a loro stessi, la maggior parte delle volte sono vittime dei comportamenti prepotenti delle categorie sopracitate, i camionisti sono tra i più rispettosi, forse perché si rendono conto del lavoro che svolgono.
In conclusione ci vuole più buon senso e rispetto del codice della strada da parte di tutti che non guasta mai, nessuno è autorizzato a mettere a rischio la vita altrui anche se quello ha commesso un errore.
Detto questo mi domando spesso, ma tutti i conduttori di auto e moto ove è richiesta la patente e l'assicurazione obbligatoria ne saranno in possesso?
Ricordiamo "c'è spazio per tutti", in bici cerchiamo di trovare strade poco trafficate e in auto pensiamo a condurla nel modo più disciplinato possibile.
Dimenticavo, a tutti quelli stressati dal loro mestiere che guidano per lavoro, pensateci bene prima di avere comportamenti errati per strada perché se nella migliore delle ipotesi vi ritirano la patente perderete anche il lavoro.




 

03/apr/2014

Team Bindella a Cassano D'Adda

2^ prova del GIROinGIRO, ritrovo alle 7:30 per gli over 45 con partenza alle 8:30 sarebbe tutto nella norma se non fosse entrata in vigore l'ora legale, di conseguenza tutti molto assonnati.
Il percorso è quello classico collaudato da alcuni anni, gli organizzatori come sempre presidiano molto bene gli incroci e chiudono un tratto di strada stretta al traffico nel senso opposto alla corsa,
dando così valore aggiunto alla sicurezza in gara.
Il Bindella è al completo, oggi si parte con Federico Aicardi in maglia di leader e tutti gli altri pronti a tentare di dare manforte per difendere il primato.
I km da percorrere sono 60, due i traguardi volanti, il sole si leva e la temperatura inizia a salire pur restando intorno ai 10°.
Al 4° giro il primo traguardo volante viene vinto da me ben pilotato da Patrizio Villa.
L'andatura sale e il gruppo si spezza continuamente, siamo sempre in prima linea, il secondo traguardo volante viene vinto da Federico in solitaria, io sprinto per la seconda posizione ma vengo battuto da Roberto Bianchi, mi devo accontentare del terzo posto.
Aicardi e Giannoni primi nei tragurdi volanti
Negli ultimi giri il gruppo si spezza in due tronconi, il Bindella è presente nel primo gruppo con Aicardi, Crippa, Martinelli, i fratelli Villa, Riva ed io, a pochi km dal traguardo il gruppo si ricompatta, Aicardi si avvantaggia con Brambilla e dietro io resto con Cantù, Poletti, Savoldi e Zilioli, si tira dritti all'arrivo senza tatticismi.
Brambilla team Bicisprint beffa Aicardi che si deve accontentare della seconda posizione.
Io finisco al 5° posto e Patrizio Villa 11° della classifica generale.
Alle 10 parte la seconda gara, Filippo Terraneo deve difendere la maglia, gli avversari sono molto forti, organizzati e determintati a tendere trappole lungo il percorso.
In questa fascia noi del Bindella siamo solo in 4 ( Terraneo, Silva, Cofini e Vincenti), ed in quattro si avvantaggiano senza la nostra presenza, la situazione sfugge a tutti di mano e nessuno riuscirà a chiudere, sono così i fuggitivi a giocarsi la vittoria.
Terraneo mantiene il primato nella generale ma viene raggiunto come punteggio.
Grazie ai piazzamenti nelle varie categorie il Bindella si conferma in testa alla classifica per società.
Domenica prossima Inzago (Mi) ospiterà la terza tappa in un nuovo circuito.
A fine gara tutti autoinvitati a casa di Giorgio Sala.
Foto
classifica generale
classifica di tappa

 

26/mar/2014

Calendario Acsi strada Como / Lecco 2014

Poche gare in programma, come dire, poche ma buone. Con piacere vedo il rientro in calendario di Cassina Rizzardi, sicuramente sarà una bella gara. Le altre gare sono le solite degli ultimi anni, interessante per gli scalatori la Bellano Passo Giumello.
Fonte; www.ciclocolor.com

19/mar/2014

Dominio Bindella

Trezzano Rosa Mi,
domenica 16 marzo la "prima" del GIROinGIRO gara su strada per le categorie amatori due partenze 8:30 fascia A 19-44, 10 fascia B 45 e oltre, le categorie sono suddivise come regolamento UCI/Fci.
Torniamo indietro di un giorno, sabato il preludio con un assolo di Federico Aicardi in quel di Granozzo (No) categoria veterani, dove dopo un inseguimento inverosimile con la gara che sembrava già destinata Aicardi si riporta sul gruppo di testa e negli ultimi 500 mt piazza la botta che fa saltare il banco.
Domenica,
alle 8:30 parte il GIROinGIRO il Bindella c'è con Cofini (nuovo arrivato), Silva, Terraneo e Vincenti vincitore della scorsa edizione.
Il gruppo procede compatto fino a pochi giri dalla fine, quando un manipolo di attaccanti riesce ad uscire e prendere un discreto vantaggio, tra questi c'è Filippo Terraneo (oggi c'è il sole) che controlla con discreta facilità l'evolversi della gara.
Con una volata perfetta si aggiudica la gara, Aicardi chiama e Terraneo risponde, Vincenti si piazza al 9° posto di categoria.
Filippo Terraneo primo classificato fascia A

Alle 10 parte la seconda gara, qui il Bindella schiera un battaglione di assaltatori oltre i baluardi ci sono nomi nuovi frutto di una campagna acquisti da fare invidia a molte squadre calcistiche blasonate, tutti a parametro zero come da filosofia del gruppo.
Al via ci sono Aicardi, Azzolari, Bartesaghi, Bonacina, Catalano, Crippa, Corti, Gatti, Giannoni, Martinelli, Riva, Sala e i fratelli Villa.
La gara vede subito le maglie Bindella protagoniste, al 4° giro dopo il traguardo volante un'azione di prepotenza di Federico Aicardi rompe il gruppo si avvantaggiano in 8 corridori, tra questi anche Sergio Crippa, il margine di vantaggio non è mai superiore al minuto costringendo i fuggitivi a dare sempre il massimo, nel finale la stoccata vincente di Federico Aicardi che arriva a mani alzate.
Crippa arriva 4° e dietro escono dal gruppo Villa e Giannoni che vengono raggiunti solo dopo la linea dell'arrivo.
Moltissimi i piazzamenti nelle varie categorie che valgono così la vittoria come 1° società.
Aicardi e Terraneo primi vestiranno la maglia di leader, secondi nelle loro categorie i fratelli Villa, terzo Crippa, quinti Giannoni, Azzolari e Gatti, Martinelli nono.
Arrivo del gruppo con Villa e Giannoni
La prossima gara a Cassano D'Adda domenica 30 marzo, ma questa sarà un'altra storia.

07/mar/2014

Strade bianche

Prende il nome da alcuni settori sterrati tipici delle campagne Toscane, un patrimonio da difendere, gara giovane ma dal fascino antico.
I settori sterrati per un certo verso ricordano la Parigi-Roubaix e per la loro durezza essendo spesso in salita ricordano anche il Fiandre due classiche monumento del ciclismo mondiale.
Si gira nel Chianti e l'arrivo è posto in piazza del Campo a Siena, uno scenario davvero unico.
Guardando l'albo d'oro si leggono nomi importanti del ciclismo che conta, Cancellara ha vinto 2 edizioni 2008 e 2012.
L'ultima edizione è stata vinta da Moreno Moser un giovane talentoso che sicuramente punterà a fare di nuovo bene.
In questa corsa non ti puoi nascondere e uscire allo scoperto nell'ultimo km come può avvenire in altre gare, qui si combatte all'arma bianca, i migliori emergono, gli altri si staccano e restano dietro a mangiare polvere nel vero senso della parola.
Personalemente la ritengo tra le gare più belle del panorama ciclistico, non so se i corridori la pensano come me, ma vi assicuro che dal divano rende.
Dopo la prima edizione parlando con un partecipante mi disse che la gara è veramente dura e si arriva distrutti dando tutto.
L'elenco dei partenti per l'edizione 2014 è di quelli importanti, sono molti i big presenti e lo spettacolo non mancherà, speriamo la televisione sia all'altezza della situazione e possa così far vedere al mondo intero la bellezza del territorio Italiano.
A livello amatoriale esiste l'Eroica un evento unico nel suo genere, si usano biciclette e abbigliamento d'epoca, nella scorsa edizione hanno preso parte 5000 eroici.
Tutto l'anno è possibile pedalare sul tracciato il quale è stato appositamente segnalato, il cicloturismo deve essere un modo per creare lavoro, insieme al turismo deve essere la chiave per vincere la crisi, il patrimonio ambientale e culturale Italiano è tra i più belli del mondo.

 

04/mar/2014

Milano Sanremo: Lele Colombo

Era il 1996 il ciclismo veniva trasmesso da Mediaset con la telecronaca di Davide De Zan, Lele Colombo attacco ripetutamente sulla Cipressa e portò via una fuga, alla fine vinse con un numero da campione la classicissima di primavera a soli 23 anni. Rivedere ieri sera la gara ha suscitato molte emozioni e vorrei condividerle.
La Milano San Remo resta sempre una gara aperta, capita che vincano anche i favoriti della vigilia ma molto spesso vince chi ha più coraggio.
Mi auguro di rivedere una classica come questa del 1996 con un giovane corridore Italiano che trionfi in questo modo, sarà l'anno buono?
Intanto se avete voglia rivedetevi la gara.


Gabriele Colombo è nato a Varese l' 11 maggio del 1972
Tra i suoi successi importanti figurano:
  • 1992

  • Campionati del mondo militari
    Milano-Rapallo
    Trofeo Gaetano Santi
    Coppa Caduti di Soprazocco
    2ª tappa Vuelta a Burgos (Miranda de Ebro)
    1ª tappa Giro di Calabria (Castrovillari)
    Classifica generale Giro di Calabria
    Milano-Sanremo
    Classifica generale Giro di Sardegna
    Classifica generale Settimana Ciclistica Internazionale
    4ª tappa Tirreno-Adriatico (Tivoli)
    6ª tappa Quattro giorni di Dunkerque (Westroute)
    2ª tappa Setmana Catalana (Castelló d'Empúries)
    5ª tappa, 1ª semitappa Vuelta al País Vasco (Azkoitia)
    (fonte wikipedia)

    03/mar/2014

    Asd Bindella: Terraneo come la Freccia dei Gerani

    Trezzano Rosa (Mi),
    il Team Bindella doveva essere compatto all'esordio stagionale invece le avversità meteo hanno fatto si che al via si presentino solo in tre, Aicardi (per lui la terza gara, un terzo e un quinto posto), Vincenti e Terraneo all'esordio.
    La gara si svolge in un percorso inedito per le gare di Progetto Lombardia, al via 70 partenti circa che sfidano acqua e freddo.
    Gli atleti del Bindella si mettono subito in evidenza con Aicardi oltre ad andare in fuga fa suo il traguardo volante, la gara diventa una corsa ad eliminazione, esaltando così le doti della Freccia dei Gerani ovvero Filippo Terraneo che come il noto aliscafo sulle strade bagnate esalta le sue doti, vincendo la fascia (40-44) anni con una bella volata che vale anche il 5° posto assoluto, Aicardi chiude  27° assoluto e 5° di fascia (45-49).
     

    19/feb/2014

    Memorizzo un percorso e vado

    Sì, come da titolo guardo Google Maps oppure Strava e pianifico il giro, questo avviene lontano da casa in posti nuovi o parzialmente conosciuti.
    E così saltano fuori cicloavventure da ricordare nel futuro, come quella di Libbiano di alcuni anni or sono, li non ero da solo e per fortuna, dove la mappa indicava una strada in cima al paese  deserto,  in realtà tutto finiva, si doveva scendere e ritornare dalla strada fatta all'andata, niente di strano si direbbe ed invece ne succedono di tutti i colori: il cane che ci insegue, la crisi di fame,  il nulla attorno,  ne bar ne case, qui si ricorre alle scorte di zucchero che il cervello si tiene nascosto per avere un minimo di autonomia e come per incanto tutto va a buon fine.
    Ieri parto e mi viene in mente un giro pianificato qualche giorno prima, la prima parte la conosco e fila via liscia, poi inizio a salire senza sapere cosa mi aspetta, curve, rettilinei e il solito amico vento, meglio farselo amico il vento in queste zone,  si va su pedalando sempre con il gas a metà perché in questi casi ti devi gestire, all'improvviso ti puoi trovare di tutto.
    Sulla strada nessuno, auto pari a zero, ad un certo punto trovo degli addetti che tagliano alberi lungo la strada, vedo la cima avvicinarsi, il panorama è suggestivo, mi sento parte integrata alla natura, si vede la mano dell'uomo, ma quella giusta. Arrivo in cima così credo, decido di scendere dalla strada che avevo visto sulla cartina, in realtà non scendo continuo a salire su e giù da mozza fiato e rasoiate alle gambe, quelle che fanno male, in questa strada molto articolata che segue il profilo della natura selvaggia incontro solo guardie forestali e carabinieri, poi penso, mi si accende la lampadina,  credo di essere finito nella zona dei lupi, pensavo che la maremma fosse tutta in piano!
    Inizia la discesa, il vento è contrario e mi fa lavorare, quando penso ci debba essere la strada che gira, almeno così indica il mio " mental tom tom" non trovo nulla, attimo di panico, decido di uscire dalla strada ampia regionale e di prendere un provinciale stretta e diritta, in questo momento non so più dove sono e cosa sto facendo, finisce perfino l'asfalto e ritrovo improvvisi su e giù. Intorno a me è davvero uno spettacolo naturale.
    Proseguo e alla fine  mi ritrovo a Follonica dove non avrei voluto andare quando ho abbandonato la strada regionale, un pochino fuori rotta, ma almeno qui mi ritrovo e mi rimetto nella via giusta verso casa, il mio amico Eolo mi aiuta e mi spinge.
    Arrivo a casa vuoto e provato, ho vinto il panico che mi avrebbe potuto far perdere la testa, la calma e l'esperienza mi hanno aiutato.
    Quando si vogliono fare chilometri è bene allontanarsi da casa, in questo modo si è costretti.
     

     

    14/feb/2014

    Marco Pantani il Pirata

    Sono stato fortunato nel vivere il periodo del Pirata, 10 anni or sono la sua salita più triste per raggiungere il regno degli immortali insieme ai grandi dello sport come Fausto Coppi e a tutti i miti diventati leggendari.
    Non è blasfemia definire Marco un immortale, le nuove generazioni conosceranno un eroe a pedali una mitologia, forse per loro diventerà anche leggenda.
    Alle prime apparizioni non mi fu molto simpatico sarei disonesto nel dire il contrario, ricordo la rivista Bici Sport che dedicò delle pagine a quel ragazzo scalatore di Cesenatico che tanto si era distinto nelle categorie giovanili, entrò a far parte nel mondo dei professionisti e subito si mise in mostra nella più bella corsa, il giro d'Italia.
    Io fui orgoglioso di lui il 12 luglio del 1995, fu un giorno indimenticabile e incominciai ad ammirarlo,
    arrivarono poi gli anni della consacrazione, mio padre che dopo Coppi non provava grandi sentimenti per i vari campioni che passavano se ne innamorò e diventò orgoglioso di Marco per come correva e per il personaggio che era, spesso diceva che gli ricordava il grande Fausto.
    Passammo dei bellissimi periodi insieme sul divano a seguire le sue gesta, arrivarono le grandi imprese ci regalò emozioni uniche, purtroppo la vita non è mai per nessuno semplice e vivemmo anche i suoi drammi, i brutti incidenti fino a Madonna di Campiglio. In 10 anni sono cambiate tante cose, mio padre e Marco non ci sono più, però loro sono sempre qui.
    Il tempo aiuta a ricordare solo le cose positive che i nostri eroi hanno lasciato, i dolori sbiadiscono e il sorriso sostituisce le lacrime.


     

    07/feb/2014

    Carlo Gironi

    Chi è Carlo,
    ho iniziato a seguire le sue imprese su Strava, ne viene fuori un personaggio atleta di tutto rispetto, praticante di quel ciclismo che definirei eroico, tanto che è stimato anche da qualche professionista del pedale.
    Uomo dei 4000 mt di dislivello, la Valcava la sua palestra.
    Di questo devo parlare del valico di Valcava, in ormai 30 anni di bici l'ho raggiunta solo dal versante più facile quello Bergamasco e non sono mai salite dal versante Lecchese quello dalla doppia cifra.
    Paura di mettere il piede a terra o forse mancanza di tempo perché leggermente fuori mano, probabilmente tutte scuse. Di fatto mi sento meno ciclista di quello che sono perché mi manca questa salita, colpa sicuramente della tendenza che ha messo in giro Carlo.
    Su Strava il gruppo Valcava è forte di 71 membri, vorrei farne parte ma prima devo per forza di cose salire dal versante più duro.
    http://www.strava.com/athletes/399705

    A tutti quelli come me che preferiscono il piano consiglio di seguire le sue imprese, di sicuro faranno venire la voglia di fare salita.

    06/feb/2014

    Abbattiamo le false credenze

    Mi capita spesso di sentire più persone in questo specifico caso ciclisti che sono convinti esistano ricette miracolose per raggiungere la forma e andare più forte.
    Questo discorso vale sia per l'alimentazione, l'allenamento, i materiali e le strumentazioni varie.
    Un solo alimento non potrà mai competere con un piano alimentare corretto, non esistono in commercio integratori che possono modificare una prestazione, così come non esiste un allenamento che faccia andare più forte.
    "Ho sentito dire che se usi il misuratore di potenza vai più forte."
    "Se prendi i gel in gara rendi il doppio."
    "Ho fatto il Tabata e mi sembra di volare."
    Se ne sentono di tutti i colori, vediamo di chiarirci le idee.
    Alimentazione, per preparare una prestazione si deve partire da lontano, l'ultimo pasto non è mai determinante anche se è molto importante e potrebbe rovinare la gara, una corretta alimentazione dovrebbe sempre essere utilizzata indipendentemente dalla ricerca della performance.
    Come mangiare allora, sicuramente nel modo più sano e bilanciato possibile.
    Se uno non ha idea di come fare meglio investa dei soldi e si rivolga ad un dietologo preparato, ne trarrà dei vantaggi per sempre.
    Sono troppi i luoghi comuni e le false credenze in termini di alimentazione, ne leggo e ne sento di tutti i colori, diete ricche di proteine, abuso di ramificati etc etc, ribadisco se uno non sa è meglio spenda qualche euro e sicuramente saranno i soldi spesi meglio, non parlo solo in termini di percentuale di massa grassa, ma parlo in termini energetici e sicuramente quei soldi saranno recuperati nel risparmio di spese inutili e superflue.
    Allenamento, anche qui ne sento tante, sicuramente c'è maggior cultura in merito però errori ne vedo fare ancora tanti, inanzi tutto si deve capire cosa uno vuole da se stesso, se vuole solo pedalare, se vuole gareggiare, le cose cambiano, un ciclotutista potrebbe allenarsi come un agonista ma a questo punto perderebbe lo spirito che lo contraddistingue.
    Un agonista dovrebbe documentarsi o affidarsi ad un bravo preparatore, improvvisare va bene fino ad un certo punto, così come uscire a tutta ogni volta che uno pedala.
    Non esiste nessun esercizio che faccia andare forte, ci sono tanti esercizi messi insieme che fanno crescere, pensiamo alla costruzione di una casa, ecco fare una bella porta non avrebbe senso se prima non si preparano gli infissi per poterla mettere in opera.
    Della strumentazione ho già scritto le mie considerazioni, sono utili per allenarsi con criterio, inutili se si utilizzano solo per vedere che ho spinto 300 watt e il cuore è arrivato a 180 bm.
    Il mio consiglio è semplice, documentarsi, sentire parere di gente preparata ed esperta e non prendere tutto per buono quello che si legge o si sente in giro.
     

    29/gen/2014

    Giù il gettone

    Giorgio Sala cerca disperatamente la ruota giusta
    Come esorcizzare la prima nevicata dell'anno?
    Semplice basta riguardare le foto della stagione passata e pensare alle prime gare di questo 2014.
    Il Bindella ha allargato la rosa, portando nel gruppo nuovi elementi di grande interesse, la stagione è programmata, le risate sono assicurate. Poco alla volta scoprirete le novità.
     

    19/gen/2014

    Gennaio piove, governo ladro?

    Gennaio piove, governo ladro?
    C'è una cosa vera e una normale, la cosa vera è il detto governo ladro, mentre la pioggia a gennaio è una cosa normale, anzi in genere potrebbe anche nevicare.
    Allora che si fa?
    Nulla si aspetta che smetta di piovere e ci si arrangia alla meno peggio.
    Non ci sono cose giuste o sbagliate da fare, di sicuro non ci si deve far prendere dalla fretta e dalla desolazione di saltare un uscita su strada, la stagione della bici per noi non è ancora incominciata, per quelli veri è un altra storia, sono tutti al caldo in Australia, in Argentina o alle Canarie.
    Torniamo invece a parlare di allenamento indoor e il maggiore nemico,
    il surriscaldamento eccessivo del corpo.
    Il corpo umano ha un’efficienza di circa il 25%. Per dirla in modo differente, circa ¾ dell’energia usata per la potenza muscolare è persa sotto forma di calore.
    Per evitare il surriscaldamento, il corpo deve disfarsi di questo eccesso termico.
    Appena il corpo si scalda, più sangue fluisce alla pelle per migliorare la dispersione di calore.
    Il corpo si raffredda attraverso l’evaporazione, la conduzione e la radiazione. A bassi livelli di intensità, si produce una piccola quantità di calore e il raffreddamento non è un problema.
    Ad alti o moderati livelli di intensità e al caldo, il raffreddamento del corpo può essere un problema.
    Il rischio minore del surriscaldamento è la limitazione della performance, le conseguenze più gravi possono essere malattie o morte. Ricordo il dottore mentre eseguivo un test da sforzo che alla mia citazione sudo come un caprone rispose se non sudi muori.
    A bassi livelli di intensità, la FC segue parallelamente l’intensità del lavoro e rimane costante.
    Ad alti livelli di intensità, o moderati livelli di intensità al caldo, la FC aumenta con uno sforzo costante – quest’effetto è conosciuto come “deriva cardiaca”.
    Quando la FC sia avvicina allo stato costante o soglia cronometro, l’intensità non può essere aumentata.
    L’evaporazione è il metodo più importante per disperdere calore durante la pedalata. Più forte pedalerai, maggiore sarà l’effetto di raffreddamento del vento e più calore disperderai. Spesso i ciclisti diventano freddi in discesa. La perdita per conduzione può essere importante durante la pioggia. 
    L’allenamento indoor ha molti vantaggi, ma l’accumulo di calore può limitare l’efficacia dell’allenamento.
    Usare un ventilatore per favorire l’evaporazione e tenere il corpo fresco. Un ventilatore riduce la soglia termica. Con un ventilatore i lavori possono essere fatti più facilmente oppure si può svolgere più lavoro.
    Oggi non ho usato il ventilatore e come si vede dal grafico la deriva cardiaca è importante.

    Allenamento svolto, dopo riscaldamento ho inserito tratti da 5' in z3 bassa con ultimo minuto in z4 bassa il tutto a bassa cadenza 60-70 rpm , recupero di 4' e ripetizione dell'esercizio per 5 volte.
    Alla fine 5' in z2 alta e z3 bassa a 100 rpm medio con schizzo verso l'alto della frequenza cardiaca.

    02/gen/2014

    Happy New Year



    Inizia il nuovo anno alla vecchia maniera, vecchie abitudini come nuovi presupposti, niente di meglio che una sana pedalate per smaltire i residui di una serata festante.
    Non c'è il caldo degli ultimi capodanni passati al mare, c'è il sole e l'abbigliamento tecnico che permettono di uscire senza congelare.
    Buon 2014 a tutti gli amici e lettori del blog.
     

    22/nov/2013

    Stationary training

    Una premessa prima di leggere, devo confidarvi che fino allo scorso anno ero molto scettico sull'utilità dei rulli o ciclosimulatori per allenarsi, mi sono ricreduto toccando con mano, i risultati sono molto interessanti.
     
    L'inverno alle porte e le avversità meteo non fermano certo le motivazioni, così ci si allena sui "rulli".
    Il power meter diventa quindi un valido strumento di lavoro per la gestione dell'allenamento.
    I software (vedi foto), permettono l'analisi dettagliata della seduta svolta.
    In questa seduta ho eseguito 5 sfr di 5' con cadenza da 55-60 rpm, i primi 4' in z3 alta e l'ultimo 1' in z4 bassa.
    Nella foto con linea rossa sono rappresentati i watt, la linea blu è la frequenza cardiaca, la linea azzurra la cadenza, la linea verde la velocità (unico dato impreciso rispetto alla strada).
    Preceduto da un riscaldamento dove si stabilizzano in modo graduale i watt nella z2 endurance, si nota la frequenza cardiaca che sale ed anche la cadenza si stabilizza intorno alle 100 rpm.
    Dal punto 2 fino al punto 10 inizia l'allenamento vero, come potete vedere c'è molta precisione, cosa molto difficile da ottenere in strada.
    Tornando al post(allenarsi con misuratore di potenza) sull'utilità del power meter per allenarsi rispetto alla fc, nell'immagine è molto chiara la differenza della frequenza cardiaca dalla prima all'ultima ripetizione, se avessi mantenuto una frequenza cardiaca costante la spinta sui pedali sarebbe calata di molto già a partire dal punto 6.